mercoledì, settembre 27, 2006

CINQUE MI STRANE ABITUDINI

REGOLAMENTO:
il primo giocatore inizia il suo post con il titolo "Cinque mie strane abitudini" e le persone che vengono invitate a scrivere devono a loro volta riportare questo regolamento.

Alla fine del post si devono indicare altre cinque persone, non dimenticando di lasciar loro un commento nel blog o nel journal con scritto "Sei stato scelto".

cominciamo.....

1) devo per forza avere almeno tre o quattro libri sul comodino...che leggo a fasi alterne..e guai se mancano, non riesco a prendere sonno

2) sfoglio sempre le riviste all'incontrario..dall'ultima alla prima pagina...il perche' non lo so, sara' dislessia..... 

3) devo avere sulla scrivania almeno tre o quattro biro sparse in giro....e anche una nella tasca dei pantaloni, per averle sempre a portata di mano...e possibilmente anche 2 o 3 evidenziatori qua e la' per l'ufficio... 

4) odio profondamente le righe, le caselle, le linee che delimitano...insomma vivo in un caos organizzato dove nessun altro (è un vanto) riesce a mettere mano....(documenti impilati, cartelline colorate, post it ovunque...)

5) amo andare in bicicletta sotto la pioggia....non c'è tempo grigio che mi fermi....e quando mi senti l'acqua scivolare addosso mi viene da cantare....questo forse spiega perchè ho male alla schiena

e adesso scelgo: soleluna, trima, squalopigro, newell e biancasogna...

buon divertimento!!!

postato da: india03 alle ore 16:53 | link | commenti (10)
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L'ASILO MARIUCCIA

EGREGI LETTORI,

AVETE IL PIACERE DI LEGGERE IL NUOVO DIRETTORE DELL'ASILO MARIUCCIA...

DICESI ASILO MARIUCCIA LUOGO OVE I BAMBINI CON QUALCHE NEURONE IN MENO VENIVANO LASCIATI DALLE MAMME IMPOSSIBILITATE A BADARE LORO....

E ADESSO, COME PER  MIRACOLO,  IL MIO UFFICIO/AMBULATORIO SI E' TRASFORMATO IN UNA SUCCURSALE PER 50 ENNI DI QUESTA SACRA ISTITUZIONE...

SI FANNO I DISPETTI...

LITIGANO PER UN CAFFE'

GUARDANO E SPARLANO DI COME UNO E' VESTITO..

L'INFERMIERE SI SENTE SUPERIORE ALLA SEGRETARIA..

LA SEGRETARIA ESSENDO ALTA PIU' DI 150 CM SI SENTE NOTEVOLMENTE SUPERIORE ALL'INFERMIERE, CHE ROSICA PERCHE' L'ALTRA SEGRETARIA VESTE FIRMATO....

VOLETE CONTINUARE VOI CON LE SUCCURSALI DELL'ASILO MARIUCCIA CHE SUPPONGO POPOLINO IL NOSTRO PAESE?

UN BACIO A TUTTI

E SU QUESTO IO DEVO DIRIGERE.....

postato da: india03 alle ore 15:26 | link | commenti (5)
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martedì, settembre 26, 2006

il rientro...a 3/4

sono rientrata al serpentario dove lavoro...

la schiena mi fa ancora male (dovro' fare una risonanza magnetica)

e qui c'è un ambiente di merda che piu' di merda non si puo'....educatamente parlando...

lavoro all'asilo mariuccia, con l'aggravante che gli iscritti vanno dai 50 anni in su'....

possibile che con tutto quello che non va al mondo le persone debbano

fare andare la bocca come un mulino a vento ed evitare che il culo e le braccia lavorino con lo stesso ritmo.....?

Pazienza India, ci vuole pazienza...

e sopratutto bisogna usare quello che a me non manca..un po' di sano cervello....

baci a tutti

postato da: india03 alle ore 14:16 | link | commenti (14)
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mercoledì, settembre 20, 2006

IL COLPO DELLA STREGA

SCUSATE L'ASSENZA, SCRIVO DUE RIGHE DA CASA....PER AVERE PROBABILMENTE TROPO FESTEGGIATO MI SONO RITROVATA CON LA SCHIENA BLOCCATA..INSOMMA UN RELITTO CHE SI TRASCINA TRA LETTO E DIVANO...UN BACIO A TUTTI SPERO DI REINTRARE MARTEDI' AL LAVORO...E AL BLOG..BACIONI
postato da: india03 alle ore 20:34 | link | commenti (13)
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venerdì, settembre 15, 2006

compleanno!!!!

oggi è il mio compleanno!!!!!

AUGURI INDIA!!!!!!

postato da: india03 alle ore 13:14 | link | commenti (22)
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giovedì, settembre 14, 2006

I LOBOTOMIZZATI SENTIMENTALI

Fra le pagine di questo blog, ci sono un sacco di persone che hanno subito, hanno inflitto o conoscono la sensazione di essere lobotomizzati nei sentimenti...

vediamo i casi piu' eclatanti:

Lui tradisce lei, lei lo scopre e lui si giustifica:

ma con lei non era amore....pezzo di demente il tuo non era amore ha fatto si' che il MIO amore sia scomparso, ricoverato all'estero, in una clinica per cuori infranti.....

Caso 2

LUi si innamora di una che NON lo vuole....e soffre come un cane.

e lo sa...

nel frattempo scrive :"meglio sentirmi male che non sentire nulla"

De gustibus.......

Caso 3

lui/lei che dice a lei prendiamoci una pausa.....

Ora, da che mondo è mondo questa è la scusa piu' banale, piu' usata e sfruttata da quando Eva incontro' Adamo....

E se ci hai creduto....beh, sei di diritto un lobotomizzato....

postato da: india03 alle ore 15:41 | link | commenti (5)
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martedì, settembre 12, 2006

qualcuno una volta mi chiese...

Perche' ami così tanto l'india? e perche' Proprio Calcutta? la risposta sta' qui sotto, nelle parole di Cris, che non avrebbe potuto descrivere meglio anche il mio sentimento per Kolkata...

24

ED ORA PASSO LA PENNA A

CRIS…..

calcutta.

ore e ore di volo per arrivare in india,

un’india diversa, un turismo diverso, oserei

definirlo turismo dell’anima.

turismo. noi non facciamo altro che turismo.

forse un pochino più nobilmente, forse in modo

apparentemente più povero, ma è sempre turismo.

tre settimane un mese un anno. poi si torna alla

quotidianità. non siamo suore, non siamo frati.

abbiamo la fortuna di poter condividere momenti

con loro.

buffo come tutto acquista una valenza

differente, come non esistano più valenze, come

ci si senta nel paese delle meraviglie o nel

tunnel degli orrori…

nella nostra europa non oseremmo mai entrare in

un albergo come quello che ci ospita a calcutta.

nella nostra europa faremmo bruciare i

ristorantini che ci accolgono a calcutta eppure

li dormire su un letto, farsi la doccia con

l’acqua calda, mangiare è un lusso. mangiare due

volte al giorno è un lusso. mangiare una volta

al giorno è un lusso. avere delle ciabattine in

plastica è un lusso. avere un tetto sopra la

testa è un miracolo.

la prima volta che vai a calcutta muori di paura

di ribrezzo di lacrime. poi tutto si trasforma

in gioia. gioia di poter condividere la

leggerezza dell’anima di queste vite così

assurdamente fragili. assurdamente belle. i

sorrisi che davvero ti riempiono il cuore come

un liquido bianco denso e melmoso. un liquido

che ti scalda. un liquido che ti fa illudere di

ricordare quando eri dentro la pancia della tua

mamma. al caldo. protetto. al sicuro. amato.

completamente amato perché non nato. come è

difficile relazionarsi poi. cercare di guardare

nei cuori e non nei portafogli.

andare a calcutta.

scappare dalla nostra europa per riavvicinarci

alla nostra anima. per ritrovare la nostra

anima. per cantare e danzare con la nostra

anima.

scappare dal consumismo per divenire nobili

servitori dei più poveri fra i poveri.

scappare dalle comodità per apprezzare le cose

semplici.

scappare dallo stress per tuffarsi nello smog,

nella confusione, nelle piaghe, nella merda, nei

vermi, nel riso che non basta mai, nelle persone

che mangiano nella spazzatura, nei poveri che ti

offrono quel niente che hanno.

condividere.

ritrovarsi inginocchiati alla tomba di madre

Teresa e supplicarla di aiutarci a trovare la

pace, trovare noi stessi, trovare Dio, trovare

Dio nelle azioni, trovarlo nel nostro cuore. e

custodirlo. come il bene più grande.

postato da: india03 alle ore 18:20 | link | commenti (11)
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venerdì, settembre 08, 2006

i miei libri

Un assaggio dal romanzo

Nonno Gustì era molto vecchio, quando incominciò a morire.
Nessuno della famiglia Baracca aveva mai superato i settanta.
Solo suo fratello Mario c’era andato vicino.
Gli mancavano tre mesi esatti quando si sdraiò all’ombra del grande ciliegio di fronte ai recinti di Bigiuno, dove pascolavano i cavalli che aveva allevato per tutta la vita.
Non si alzò mai più.
Lino, un cugino di parte materna, rinomato fra le ballerine del centro Sociale Le Colonne per il suo passo nella mazurka e i capelli alla Amedeo Nazzari, si era fermato a sessantaquattro anni e cinque mesi, ruzzolando da una sedia in casa di una vicina che gli stava preparando il caffè.
Un malore improvviso, si disse poi.
In realtà, nessuno di loro è mai morto.
I vecchi, almeno qua, non muoiono.
Da noi, i vecchi, "i s’ avèja".
Si avviano.
Ne ho visti un sacco.
E li ho sempre immaginati vestiti da antichi aviatori, alla Francesco Baracca, che mettono in moto il biplano con un energico spintone alle pale dell’elica.
Avviarsi è un gran bel modo di morire.
Gustì incominciò a farlo a ottantanove anni, quando una domenica pomeriggio, alzandosi dalla panchina sotto la magnolia, cadde dal marciapiede spezzandosi la spalla destra per la seconda volta.
Nella sua vita si era rotto di tutto.
Due costole, tamponato dall’aratro.
Entrambi i piedi e tre vertebre, quando finì sotto la trebbiatrice dopo aver salvato mamma Nicolina e zia Bella.
Il cranio, anche, ribaltandosi con la sua vespa cinquanta rossa.

Quella volta, io ero dietro di lui, seduto sopra un’immensa balla di fieno che aveva ingegnosamente legato al portapacchi.
E soprattutto, la prima frattura.
La Regina delle Fratture.
Una pallottola di Spandau in piena spalla destra, in Albania, nell’inverno del ’42, mentre cercava di svignarsela dal fronte travestito da cespuglio di more.
Immagino che quando cadde dal marciapiede, sbattendo sempre su quella spalla, proprio sul livido che gli era rimasto dai tempi della guerra, debba aver sentito lo stesso identico dolore, acuto e preciso come la punta di un compasso.
Deve essere stato come un cerchio che si chiude.
Rimase a letto per molti mesi.
Non cercò neanche di raccontarmi qualcosa.
Sapeva che nonna Cristina lo aveva già fatto, durante tutta la mia infanzia.
Gustì si riprese giusto in tempo per festeggiare il suo novantesimo compleanno.
Una settimana dopo, si avviò, come tutti i suoi antenati prima di lui.
Il fatto che a quel punto fosse appeso a una flebo all’ospedale di Faenza, attaccato a un respiratore automatico, era soltanto uno dei suoi tanti travestimenti.
Un cuore troppo stanco, dissero i dottori dopo l’infarto.
Ma ormai lo sapevo.
Lui non era più lì.
Era da qualche altra parte, vestito alla Francesco Baracca, con il caschetto di cuoio e gli occhialoni scuri in testa, una sciarpetta civettuola al collo che gli svolazzava intorno, a spingere sulle pale dell’elica, pronto ad avviarsi verso un altro posto.
Abbiamo avuto tanto più dei nostri vecchi.
Ma in questo ci hanno fregato.
Noi, ci tocca crepare.
Loro, se ne vanno.

 TRATTO DAL PAESE DI TOLINTESAC DI CRISTIANO CAVINA....E' UNO DEI LIBRI CHE HO AMATO DI  PIU'

postato da: india03 alle ore 09:18 | link | commenti (10)
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giovedì, settembre 07, 2006

STAMATTINA NON HO VOGLIA....

NON HO VOGLIA DI LAVORARE...

NON HO VOGLIA DI SENTIRE LO SQUILLO DEL TELEFONO...

NON HO VOGLIA DI VEDERE GENTE DENTRO IL MIO UFFICIO....

NON HO VOGLIA DI VEDERE NESSUN BAMBINO CHE PIANGE PERCHE' HA PAURA A FARSI FARE LA VISITA MEDICA....

INSOMMA....

NON C'HO VOGLIA.

MA CI DEVO STARE.

postato da: india03 alle ore 07:50 | link | commenti (13)
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mercoledì, settembre 06, 2006

7 ANNI FA

SETTE ANNI FA MI SPOSAVO CON QUELLO CHE SAREBBE DIVENTATO L'AMARA META'....

DICIAMO CHE MI AVEVA PROPRIO FATTA SU COME UNA SCEMA....

ROMANTICO, PIENO DI VITA, SIMPATICO.....

PIENO DI ATTENZIONI....

INSOMMA L'UOMO IDEALE O IL PROTOTIPO DELLO STESSO...

POI, CON LA CONVIVENZA, CADONO LE MASCHERE....

E DIVENTI DA DOLCE META' AD AMARA META'....

E SEI AD UN PASSO DALLE CARTE BOLLATE.....

ANZI, SEI CONVINTA DI NON VEDERE L'ORA CHE LE CARTE BOLLATE COMINCINO A VOLARE.....

POI SI SPOSA TUO FRATELLO E LUI TI AIUTA IN TUTTO....

POI TI RUBANO LA BICICLETTA E LUI TE NE RICOMPRA UNA PIU' BELLA....

POI LITIGATE FURIOSAMENTE SU TORTI SUBITI O PRESUNTI TALI....

POI VAI A LETTO DECISA CHE E' FINITA.....POI INVECE, DALLO STEREO SI SENTE UNA CANZONE.....

E L'AMARA META' E' LI' SULLA PORTA CHE TI GUARDA CON LE LACRIME AGLI OCCHI.....

E TU SENTI MARCO E GIUDITTA DI FANIGLIULO.....

E COMINCIANO LE LACRIME......

NON DI RABBIA, MA DI TRISTEZZA, PER QUELLO CHE AVREBBE POTUTO ESSERE.....

Marco e Giuditta

(F.Fanigliulo-R.Borghetti)

tratto da "Io e me"
(1979)

Alle due del mattino il vecchio Marco
con in bocca la quinta sigaretta
intuiva disegni di fumo
che si spalmavano contro il soffitto
che aveva visto per quarant'anni
la dolce Giuditta dormirgli a fianco
non poteva chiamarli felici
ma gli erano scivolati addosso come pioggia.

Alle due del mattino il vecchio Marco
fu sorpreso della sua voglia
di guardarsi alle spalle per scoprire
se aveva lasciato un poco del suo odore
e per ricordare
se era stato qualche volta un re
e se nera valsa la pena
diventare vecchi e pensarci su.

Alle due del mattino il vecchio Marco
si sentiva anche un poco buffo
quarant'anni vissuti a fianco
non le parlò mai così
ma la svegliò e le disse
"dimmi ma rispondimi francamente
hai mai amato qualcuno tanto,
ti prego dimmelo anche se non sono io
ma voglio sapere se era grande
o se era tagliente
se bruciava o se riscaldava
se sapeva di primavera
se era gioia o se era dolore
se era furia o se era tormento
se si soffre o si può volare
se si ride tanto quanto puoi morire".

Alle due del mattino la dolce Giuditta
un poco meravigliata
capì che il suo vecchio compagno
era serio come non lo era stato mai
e gli disse: "dormi
ma che cosa vai a pensare
la parola "amore" è grande,
ci puoi mettere dentro tutto ciò che vuoi
ma se vuoi sapere
che si prova ad amare davvero
devi viverlo e non ricordare
non si può racconater ciò che non senti più
la parola miele
puoi gridarla per mille volte
ma la bocca ti resta amara
se non mangi di quel dolce
ma son certa che l'amore c'era
non ricordi come si era belli
sono passati tanti rimpianti
siamo vecchi e di questo non parliamo più".

Alle tre del mattino il vecchio Marco
con in bocca la sesta sigaretta
intuiva disegni di fumo
che si spalmavano contro il soffitto
che aveva visto per quarant'anni
la dolce Giuditta dormirgli a fianco
non poteva chiamarli felici
ma gli erano scivolati addosso come miele.

 

 
© 2004-2005 http://fanigliulo.altervista.org

postato da: india03 alle ore 09:23 | link | commenti (12)
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Chi sono

Utente: india03
SONO UNA QUARANTENNE DI TRENT'ANNI CONVINTA DI AVERE UNA GRANDE AVVENIRE. SONO SPOSATA, HO UN FIGLIO GRANDE E UN GATTO CHE ADORO. MI SONO SIMPATICA, HO UNA LINGUACCIA E HO VOGLIA DI CAPIRE COME VA A FINIRE LA MIA STORIA.

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