giovedì, aprile 27, 2006

CI SONO GIORNI

CHE HANNO IL SAPORE DEL FIELE.....

OGGI E' UNO DI QUEI GIORNI.....

SPERIAMO PASSI

postato da: india03 alle ore 16:05 | link | commenti (2)
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nel paese di tolintesac....

di c. cavina

copiato dal sito Marcos y Marcos

libro consigliatissimo

 

Un assaggio dal romanzo

Nonno Gustì era molto vecchio, quando incominciò a morire.
Nessuno della famiglia Baracca aveva mai superato i settanta.
Solo suo fratello Mario c’era andato vicino.
Gli mancavano tre mesi esatti quando si sdraiò all’ombra del grande ciliegio di fronte ai recinti di Bigiuno, dove pascolavano i cavalli che aveva allevato per tutta la vita.
Non si alzò mai più.
Lino, un cugino di parte materna, rinomato fra le ballerine del centro Sociale Le Colonne per il suo passo nella mazurka e i capelli alla Amedeo Nazzari, si era fermato a sessantaquattro anni e cinque mesi, ruzzolando da una sedia in casa di una vicina che gli stava preparando il caffè.
Un malore improvviso, si disse poi.
In realtà, nessuno di loro è mai morto.
I vecchi, almeno qua, non muoiono.
Da noi, i vecchi, "i s’ avèja".
Si avviano.
Ne ho visti un sacco.
E li ho sempre immaginati vestiti da antichi aviatori, alla Francesco Baracca, che mettono in moto il biplano con un energico spintone alle pale dell’elica.
Avviarsi è un gran bel modo di morire.
Gustì incominciò a farlo a ottantanove anni, quando una domenica pomeriggio, alzandosi dalla panchina sotto la magnolia, cadde dal marciapiede spezzandosi la spalla destra per la seconda volta.
Nella sua vita si era rotto di tutto.
Due costole, tamponato dall’aratro.
Entrambi i piedi e tre vertebre, quando finì sotto la trebbiatrice dopo aver salvato mamma Nicolina e zia Bella.
Il cranio, anche, ribaltandosi con la sua vespa cinquanta rossa.

Quella volta, io ero dietro di lui, seduto sopra un’immensa balla di fieno che aveva ingegnosamente legato al portapacchi.
E soprattutto, la prima frattura.
La Regina delle Fratture.
Una pallottola di Spandau in piena spalla destra, in Albania, nell’inverno del ’42, mentre cercava di svignarsela dal fronte travestito da cespuglio di more.
Immagino che quando cadde dal marciapiede, sbattendo sempre su quella spalla, proprio sul livido che gli era rimasto dai tempi della guerra, debba aver sentito lo stesso identico dolore, acuto e preciso come la punta di un compasso.
Deve essere stato come un cerchio che si chiude.
Rimase a letto per molti mesi.
Non cercò neanche di raccontarmi qualcosa.
Sapeva che nonna Cristina lo aveva già fatto, durante tutta la mia infanzia.
Gustì si riprese giusto in tempo per festeggiare il suo novantesimo compleanno.
Una settimana dopo, si avviò, come tutti i suoi antenati prima di lui.
Il fatto che a quel punto fosse appeso a una flebo all’ospedale di Faenza, attaccato a un respiratore automatico, era soltanto uno dei suoi tanti travestimenti.
Un cuore troppo stanco, dissero i dottori dopo l’infarto.
Ma ormai lo sapevo.
Lui non era più lì.
Era da qualche altra parte, vestito alla Francesco Baracca, con il caschetto di cuoio e gli occhialoni scuri in testa, una sciarpetta civettuola al collo che gli svolazzava intorno, a spingere sulle pale dell’elica, pronto ad avviarsi verso un altro posto.
Abbiamo avuto tanto più dei nostri vecchi.
Ma in questo ci hanno fregato.
Noi, ci tocca crepare.
Loro, se ne vanno.

postato da: india03 alle ore 13:41 | link | commenti (1)
categorie: racconto, libro
mercoledì, aprile 26, 2006

Roberto Vecchioni > Il Contastorie (2005) > Vincent

Guarderò le stelle
com'erano la notte ad Arles,
appese sopra il tuo boulevard;
io sono dentro agli occhi tuoi,
Víncent.
Sognerò i tuoi fiori,
narcisi sparpagliati al vento,
il giallo immenso e lo scontento
negli occhi che non ridono,
negli occhi tuoi,
Vincent.

Dolce amico mio,
fragile compagno mio,
al lume spento della tua pazzia
te ne sei andato via,
piegando il collo
come il gambo di un fiore:
scommetto un girasole.

Sparpagliato grano,
pulviscolo spezzato a luce
e bocche aperte senza voce
nei vecchi dallo sguardo che non c'è
poi le nostre sedie
le nostre sedie così vuote
così "persone",
così abbandonate
e il tuo tabacco sparso qua e là.

Dolce amico,
fragile compagno mio
che hai tentato sotto le tue dita
di fermarla, la vita:
come una donna amata alla follia
la vita andava via:
e più la rincorrevi
e più la dipingevi a colpi rossi

gialli come dire "Aspetta!",
fino a che i colori
non bastaron più...
e avrei voluto dirti, Vincent,
questo mondo non meritava
un uomo bello come te!

Guarderò le stelle,
la tua, la mia metà del mondo
che sono le due scelte in fondo:
o andare via o rimanere via.

Dolce amico mio,
fragile compagno mio,
io, in questo mare,
non mi perdo mai;
ma in ogni mare sai
"tous le bateaux
vont à l'hazard pour rien".
Addio, da Paul Gauguin
.

postato da: india03 alle ore 08:57 | link | commenti (2)
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lunedì, aprile 24, 2006

Volevo scrivere di te in giallo...

poi ho pensato che il colore degli iris ti stava meglio...

Giallo avrebbe significato estate, girasoli, esplosione di luce...in questo momento non sei cosi'...

Potevo descriverti in nero, anonimo, normale, ma sarebbe stato banale, e riduttivo...anche se il nero delinea e demarca i colori....e li fa risaltare...

Di scrivere di te in verde non se ne parla neanche....l'ho già usato per chi occupa l'altra meta' del mio cuore e con motivazioni che in te non cerco...

Azzurro...avrei potuto usarlo...

l'azzurro del cielo delle mattine di maggio sulle nostre montagne, dove sembra tutto così pulito e innocente...e allora neanche l'azzurro  va bene...perche' di innocente in te e'  rimasto ben poco...

Blu...da scartare in principio...di blu si vestono gli uomini tutto d'un pezzo,

i portaborse e gli ammiragli

della marina...

Rosso....sarebbe anche abbastanza adatto, visto che per te provo anche passione....

da cancellare, visto che la passione non ci ha mai divorato...quindi via anche il rosso...

Rosa è troppo delicato...grigio fa schifo  da principio

arancio sarebbe scontato...

di che colore sei amico/amore/amante mio?

di che colore vorresti essere?

Sicuramente non bianco....

e allora credo che il colore degli iris ti doni, ti rappresenti...

non troppo appariscente, mai troppo banale, non colore dell'innocenza, con possibilità di mille sfumature...

questa amico mio è una vera lettera d'amore....

perchè ho preso tutti i colori e ho cercato di dipingerteli addosso...

e perchè mi ricordo l'emozione che ho provato al telefono quella volta che vedevamo lo stesso arcobaleno...

e non me la sono dimenticata mai.

Custode dei miei segreti, pauroso come un coniglio, forte come solo chi sa lo sa essere....

ecco la pagina dedicata a te...

uomo importante della mia vita....mio appiglio nella tempesta delle mie giornate.

Sono certa che quando la leggerai sorriderai....imprecherai e ti chiederai "ma che cazzo vuole".....

se lo farai dovro' aggiungerti un colore...l'antracite....quello della perdita.

Ti voglio un gran bene, mio uomo iris, e non ti cambierei mai, perchè anche se odio il tuo abbassare lo sguardo, tante volte penso di capire cosa c'è dietro..e lo rispetto.

Avrei bisogno della tua presenza a volte in modo diverso....

poi mi accontento di quello che ho,

perche' so che non puoi dare di piu' e mi chiedo cosa sarebbe se....

e allora potrei tornare a scrivere in altri colori che tu mi puoi insegnare....

per adesso la tavolozza è finita....

e sorrido a immaginare la tua faccia.....

ti voglio bene

postato da: india03 alle ore 09:58 | link | commenti (4)
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martedì, aprile 18, 2006

OGGI E' UNA BRUTTA GIORNATA...

RICONOSCO IL TIMBRO DELLA TUA VOCE...

RICONOSCO IL SUONO DELLE TUE PAROLE...

TI LEGGO DENTRO MEGLIO DI QUANTO NON PUOI FARE TU...

E MI CHIEDO CHE CAZZO CONTINUO AD ASPETTARMI DA TE....

TU CONTINUI A DELUDERMI... ALLA FACCIA DEL MONDO SEI UNA PERSONA ALLEGRA E SOLARE, UNA BELLA PERSONA....

SOLO IO CONOSCO IL MOSTRO CHE OGNI TANTO TI COMPARE DENTRO....

E SOLO IO SO CHE OGGI SARA' UNA BRUTTA GIORNATA...

DA SCRIVERE IN VERDE, PERCHE' E' IL COLORE DELLA SPERANZA, CHE OGNI VOLTA TU UCCIDI NEL MIO CUORE...

COSA POSSO DIRTI CHE NON TI HO GIA' DETTO?

COSA POSSO SCRIVERTI CHE NON TI HO GIA' SCRITTO?

FORSE PRETENDO TROPPO DA TE.

LA NORMALITA' DI UNA VITA A DUE FORSE E' PRETENDERE TROPPO.

postato da: india03 alle ore 17:42 | link | commenti (1)
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GRAZIE

GRAZIE A TUTTI QUELLI CHE SI SONO PREOCCUPATI PER ROBERTO.

HO PASSATO LE VOSTRE MAIL ALLA FAMIGLIA PERCHE' SONO LORO QUELLI CHE SI OCCUPANO DEI CONTATTI.

SUI GIORNALI DELLA NOSTRA PROVINCIA STANNO USCENDO VARI ARTICOLI.

SPERIAMO BENE.

SUL SITO DI ROBERTO C'E' LA POSSIBILITA' DI METTERSI IN CONTATTO CON I FAMIGLIARI E GLI AMICI.

CONTINUO A TENERVI AGGIORNATA SU DI LUI.

 

 

postato da: india03 alle ore 16:05 | link | commenti
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venerdì, aprile 14, 2006

PER FAVORE....

HO BISOGNO CHE DIATE UNA MANO A ROBERTO...

WWW.ROBERTOZAPPATERRA.COM

Io ho conosciuto Roberto quest'estate, in occasione della festa di un Torneo internazionale di calcio....è una bella persona e quella sera era lì perchè ha aiutato tantissimo Gabriele, un ragazzo che a causa di un incidente ha perso l'uso delle gambe....gli ha fatto scoprire il mondo dei sub, gli ha insegnato a rivolere bene alla vita e che niente gli era precluso.

Roberto è un grande e dopo avere aiutato gli altri adesso è lui ad avere bisogno di aiuto.

Leggete il sito che hanno aperto per lui.

Grazie e Buona Pasqua a tutti 

postato da: india03 alle ore 13:54 | link | commenti (2)
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giovedì, aprile 13, 2006

LA CHIARA E LE ALTRE....

oggi scrivo rosa perche' devo parlare di tre ragazze FAVOLOSE....

no, non son top model, non sono alte un metro e ottanta e non hanno neanche fluenti chiome al vento....

Sono  gentili e sorridenti e sanno sempre quello di cui tu hai bisogno...

Non alzano mai la voce (non possono per motivi logistici, visto lavorano alla Biblioteca di Santa Croce a Reggio Emilia) e cercano sempre di raccontarti i loro libri...

Quando poi cerchi qualcosa di particolare entra in azione la Chiara...

armata di memoria di ferro, cultura quasi illimitata, tastiera del pc e da una caparbietà assoluta nel volerti accontentare... come per magia  da una frase, una parola....ti fa uscire il tiolo del libro che cercavi....

Ora, visto che io leggo tantissimo volevo dedicare a loro questa pagina....

con un grazie per tutte le volte che mi hanno sorriso, consigliato un libro o lo hanno cercato in ogni dove per farmi contenta....

e' difficile, al giorno d'oggi trovare persone così.

 

postato da: india03 alle ore 15:36 | link | commenti (1)
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mercoledì, aprile 12, 2006

L'UNIONE HA VINTO....

ED ERA FACILE INTUIRLO...

SIAMO DUE COGLIONI OGNI TESTA DI CAZZO...

ORA, DITE LA VERITA'...CHI E' CHE NON HA LE PALLE?

(LETTA SULL'AUTOBUS)

postato da: india03 alle ore 15:49 | link | commenti (1)
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martedì, aprile 11, 2006

AMAREZZA

Siamo davvero un popolo di coglioni....

la vittoria delle sinistre mi sembra quella di Pirro...

Speravo veramente che il paese avesse deciso di cambiare...vero' e' che anche la sinistra ci ha messo del suo nel proporre Prodi come cambiamento...

insomma,il vecchio che avanza....

Mi consolo solo vedendo che alla camera, dove hanno inciso i voti dei giovani fino a 25 anni, la sinistra è andata meglio.

Vent'anni di lavaggio del cervello televisivo hanno funzionato.

  

postato da: india03 alle ore 12:58 | link | commenti (9)
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Chi sono

Blogger: india03
SONO UNA QUARANTENNE DI TRENT'ANNI CONVINTA DI AVERE UNA GRANDE AVVENIRE. SONO SPOSATA, HO UN FIGLIO GRANDE E UN GATTO CHE ADORO. MI SONO SIMPATICA, HO UNA LINGUACCIA E HO VOGLIA DI CAPIRE COME VA A FINIRE LA MIA STORIA.

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